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Bollettino IACM del 04 Ottobre 2013

USA: La Corte Suprema di Washington dice che le persone possono argomentare davanti al giudice il bisogno di cannabis per ragioni mediche

La Corte Suprema di Washington ha dichiarato, il 19 settembre, che le persone arrestate per cannabis possono dichiararne il bisogno per ragioni mediche, anche se non sono riusciti ad ottemperare i requisiti della legge statale sulla cannabis medica. Con un giudizio di 5 contro 4, acclamato dai difensori dei pazienti che usano la cannabis, i giudici hanno detto che gli elettori, quando votarono la legge sulla marijuana medica nel 1998, non esclusero la "difesa per necessità medica".

L’avvocato di Seattle Suzanne Lee Elliott, che ha gestito il caso, ha detto che la sentenza significa che le persone che non hanno i soldi o l'assicurazione per ottenere da un medico l’autorizzare ad utilizzare la cannabis oppure che non hanno un medico nella loro comunità che li autorizzi ad utilizzare la cannabis, saranno comunque in grado di sostenere in tribunale che avevano una ragione medica per il suo utilizzo. La legge sulla cannabis medica statale permette alle persone di utilizzare il farmaco per alcune condizioni mediche debilitanti, come il cancro, l'AIDS o il dolore intrattabile. Le persone sono obbligate ad ottenere l'autorizzazione ad usare la cannabis da un apposito operatore sanitario prima che loro stessi possano avvalersi del diritto medico. Il presidente della Corte Suprema Barbara Madsen ha scritto che la maggior parte delle persone che non riescono a seguire la legge medica possono tuttavia sostenere in tribunale che avevano bisogno della cannabis per ragioni mediche, ma per fare ciò essi devono anche dimostrare che la conformità con la legge sulla cannabis medica non era per loro una alternativa praticabile.

Associated Press del 19 settembre 2013.

Notizie in breve

Scienza/Gran Bretagna: Un estratto di cannabis ricco di cannabidivarin sarà testato negli esseri umani
Il 18 settembre GW Pharmaceuticals ha annunciato di aver iniziato la fase 1 di uno studio clinico su GWP42006, un prodotto candidato per il trattamento dell’epilessia. GWP42006 è un estratto di cannabis ricco di cannabidivarin (CBDV). Negli ultimi cinque anni, la GW ha condotto un vasto programma di ricerca pre-clinica sui cannabinoidi nel campo dell'epilessia, in collaborazione con l'Università di Reading nel Regno Unito. Questa ricerca ha portato alla nascita di una serie di candidati terapeutici dai cannabinoidi che mostrano effetti anti-epilettici, di cui l’estratto di CBDV (GWP42006) è uno dei più promettenti.
Comunicato stampa di GW Pharmaceuticals del 18 settembre 2013.

Scienza/Umana: Buoni risultati dall'uso clinico di Sativex nella spasticità dovuta alla SM
In un ospedale in Spagna sono stati analizzati i risultati del trattamento con Sativex, tra aprile 2008 e marzo 2012, in 50 pazienti con spasticità a causa di sclerosi multipla. Il motivo della prescrizione del farmaco era spasticità nel 44% dei casi, dolore nel 10% ed entrambi nel 46%. L'estratto di cannabis è stato efficace nell’80% dei pazienti con una dose media di cinque spruzzi (spray) al giorno. Gli autori hanno concluso che "il THC/CBD sembra essere una buona alternativa ai trattamenti standard in quanto migliora la spasticità nella sclerosi multipla refrattaria ed ha un profilo di tossicità accettabile."
Ospedale Universitario e Politecnico La Fe, Valenza, Spagna.
Lorente Fernández L, et al. Neurologia. 10 settembre 2013. [in stampa].

Scienza/Umana: Le persone con disturbo da stress post-traumatico presentano livelli ridotti di endocannabinoidi
In uno studio con 46 soggetti, che erano vicini al World Trade Center al momento dell'attacco del 11 settembre 2001, 22 non soffrivano di disturbo da stress post-traumatico (PTSD) e 24 presentavano i sintomi del PTSD. I ricercatori hanno scoperto che le persone con PTSD hanno più bassi livelli dell’endocannabinoide anandamide.
Dipartimento di Biologia Cellulare, Anatomia e Psichiatria, Università di Calgary, Canada.
Hill MN, et al. Psychoneuroendocrinology. 10 settembre 2013. [in stampa].

Scienza/Animale: L’acido cannabidiolico esalta gli effetti anti-nausea del metoclopramide
Nei ratti gli effetti del metoclopramide, farmaco medicinale utilizzato per il trattamento di nausea e vomito, sono stati aumentati dal cannabinoide naturale CBDA (acido cannabidiolico). Gli scienziati hanno concluso che "il CBDA potrebbe essere un potente trattamento coadiuvante a regimi antiemetici per la nausea indotta da chemioterapia."
Dipartimento di Psicologia, Università di Guelph, Canada.
Rock EM & Parker LA. Pharmacol Biochem Behav. 4 settembre 2013. [in stampa].

Scienza/Animale: Gli endocannabinoidi efficaci contro la nausea
Il potenziamento del sistema endocannabinoide riduce la nausea anticipatoria in un modello di ratto. I ricercatori hanno usato un inibitore della degradazione degli endocannabinoidi (JZL195).
Dipartimento di Psicologia e Programma Post-laurea di Neuroscienze, Università di Guelph, Canada.
Limebeer CL, et al. Psychopharmacology (Berl). 17 settembre 2013. [in stampa].

Scienza/Umana: Gli endocannabinoidi influenzano gli effetti placebo
Alcune varianti del gene per la FAAH, che è responsabile della degradazione degli endocannabinoidi, hanno mostrato maggiore analgesia placebo negli esseri umani. I ricercatori hanno scritto che questo dimostra il coinvolgimento degli endocannabinoidi negli effetti placebo.
Dipartimento di Psichiatria, Università del Michigan, Ann Arbor, USA.
Peciña M, et al. Mol Psychiatry. 17 settembre 2013. [in stampa].

Scienza/Cellule: L’anandamide efficace contro le cellule tumorali umane della pelle
In esperimenti con cellule tumorali umane della pelle (melanoma) sono stati studiati gli effetti anti-cancro dell’endocannabinoide anandamide. I ricercatori hanno riassunto: "Nel complesso, questi risultati dimostrano che AEA induce citotossicità contro le cellule di melanoma umano nel range micromolare di concentrazione attraverso un meccanismo complesso, che coinvolge ... l’attivazione di CB1."
Dipartimento di Farmacia, Università di Pisa, Italia.
Adinolfi B, et al. EUR J Pharmacol. 13 settembre 2013. [in stampa].

Scienza/Animale: Gli endocannabinoidi contrastano l’eccesso di attività della vescica
In esperimenti con ratti, un trattamento con un inibitore della FAAH (amide idrolasi degli acidi grassi), l'enzima che degrada gli endocannabinoidi, ha ridotto l’iperattività della vescica.
Istituto di Ricerca Urologica, Istituto Scientifico San Raffaele, Milano, Italia.
Gandaglia G, et al. Neurourol Urodyn. 29 agosto 2013. [in stampa].

Scienza/Animale: Gli endocannabinoidi influenzano gli effetti dei farmaci per l’emicrania
Una ricerca sugli animali dimostra una nuova interazione tra i sistemi serotoninergici ed endocannabinoidi nel trattamento del dolore al cervello "suggerendo che alcune delle azione terapeutiche dei triptani possono agire tramite i neuroni contenenti endocannabinoidi nel vlPAG." Il vlPAG è la materia grigia periacqueduttale ventrolaterale del tronco cerebrale, una regione del cervello coinvolta nella percezione del dolore. I triptani sono farmaci molto efficaci contro l'emicrania.
Dipartimento di Neurologia, Università della California, San Francisco, USA.
Akerman S, et al. J Neurosci 2013;33(37):14869-77..

Scienza/Animale: Il CBD riduce la neurodegenerazione indotta dall’alcol
In esperimenti con roditori il CBD (cannabidiolo) ha ridotto la degenerazione delle cellule nervose causata da alcol. Le ricerche hanno utilizzato un gel contenente CBD somministrato sulla pelle degli animali. I ricercatori hanno scritto che "questi risultati dimostrano la possibilità di utilizzare sistemi di somministrazione transdermici di CBD per il trattamento della neurodegenerazione indotta da alcol".
College of Pharmacy, University of Kentucky, Lexington, USA.
Liput DJ, et al. Pharmacol Biochem Behav. 5 settambre 2013. [in stampa].

Scienza/Umana: Lo stress è un fattore importante nella ricaduta dei pazienti dipendenti da oppiacei in trattamento con metadone
In uno studio con 315 pazienti dipendenti da oppioidi che hanno ricevuto il metadone, è stato studiato il rapporto tra lo stress percepito e l'abuso di sostanze. I ricercatori hanno scoperto che "lo stress può rappresentare nei pazienti un segnale di rischio per l'uso di sostanze illecite e un riconosciuto fattore di rischio per la ricaduta all’uso di oppiacei illeciti."
Warren Alpert Medical School of Brown University, Providence, USA.
Moitra E, et al. Drug Alcohol Depend. 26 agosto 2013. [in stampa].

Scienza/Umana: Non c’è un rilevante carico di malattie a livello globale dovuto al consumo di cannabis
In un’analisi a livello mondiale sulle malattie dovute all’uso di droghe illegali non sono stati trovati effetti rilevanti dovuti alla cannabis. Si calcola che la dipendenza da sostanze illegali sia direttamente responsabile per lo 0,8% delle malattie globali. I maggiori fattori di rischio erano rappresentati dalla dipendenza da oppiacei, anfetamine e cocaina.
National Drug and Alcohol Research Centre, University of New South Wales, Sydney, Australia.
Degenhardt L, et all. Lancet. 28 agosto 2013. [In stampa]

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