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Bollettino IACM del 27 Luglio 2013

Scienza/Umana: La cannabis può ridurre la gravità dei sintomi di astinenza da oppiacei durante il trattamento di mantenimento con metadone

Un nuovo studio suggerisce che i sintomi di astinenza da oppiacei nei pazienti sottoposti a terapia di mantenimento con metadone diminuiscano in coloro che fanno uso di cannabis. Lo studio su 91 pazienti è stato condotto da ricercatori dell'Istituto Farber per le Neuroscienze alla Thomas Jefferson University di Philadelphia, USA. I modelli di consumo della cannabis prima e durante il trattamento di mantenimento con metadone (MMT) sono stati esaminati per valutare i possibili effetti correlati della cannabis su MMT, in particolare durante la stabilizzazione col metadone.

Il tasso di consumo di cannabis è stato elevato durante l’induzione al metadone, calando significativamente in seguito alla stabilizzazione della dose. La storia del consumo di cannabis era correlata con l'uso di cannabis durante MMT, ma non ha avuto un impatto negativo sul processo d’induzione al metadone. Gli autori hanno notato che "i dati pilota hanno anche suggerito che punteggi oggettivi dell’astinenza da oppiacei diminuiscono nei pazienti in MMT che usano cannabis durante la stabilizzazione."

Scavone JL, Sterling RC, Weinstein SP, Van Bockstaele EJ. Impact of Cannabis Use during Stabilization on Methadone Maintenance Treatment. Am J Addict 2013;22(4):344-51.

Scienza/Umana: Secondo uno studio longitudinale l'uso di cannabis non accelera la progressione della malattia epatica nei pazienti con epatite C

In uno studio prospettico con 690 persone positive all'HIV e al virus dell'epatite C (HCV) l'uso di cannabis non ha accelerato la progressione verso una fibrosi epatica significativa. Lo studio è stato condotto presso il Dipartimento di Epidemiologia, Biostatistica e Medicina del Lavoro della McGill University di Montreal, Canada. I ricercatori hanno valutato l'associazione tra il numero medio di sigarette di cannabis fumate a settimana e la progressione di fibrosi epatica significativa, cirrosi o epatopatia in fase terminale. Il 53% aveva fumato cannabis negli ultimi 6 mesi, consumando in media 7 spinelli a settimana (range: 1-21), il 40% fumava giornalmente.

I ricercatori non hanno trovato alcuna evidenza di associazione tra il fumo di cannabis e la progressione della fibrosi epatica significativa nelle infezioni combinate di HIV/HCV. Ogni 10 spinelli supplementari fumati a settimana aumentava leggermente il rischio di progressione verso una diagnosi clinica di cirrosi ed il rischio di stadio terminale della malattia epatica (rapporto di rischio: 1,13). Tuttavia, quando l'esposizione era sfasata di 6-12 mesi prima della diagnosi, la cannabis non era più associata con la progressione della malattia clinica. Ciò suggerisce "che la causalità inversa dovuta all’auto-medicazione potrebbe spiegare i risultati precedenti", hanno scritto gli autori. Studi precedenti in più piccola scala avevano trovato un'associazione tra l’uso di cannabis e la progressione verso la fibrosi epatica nei pazienti con epatite C.

Brunet L, Moodie EE, Rollet K, Cooper C, Walmsley S, Potter M, Klein MB; for the Canadian Co-infection Cohort Investigators. Marijuana Smoking Does Not Accelerate Progression of Liver Disease in HIV-Hepatitis C Coinfection: A Longitudinal Cohort Analysis. Clin Infect Dis. 2013 Jul 4. [in stampa]

Notizie in breve

Olanda: Medicinal Cannabis Masterclass
Bedrocan BV sta offrendo il suo terzo Medicinal Cannabis Masterclass, dal 22 al 25 settembre a Wageningen, nei Paesi Bassi. E’ programmato per coincidere con 7a Conferenza della IACM sui cannabinoidi in Medicina (27-28 settembre a Colonia, Germania), il corso è di 3 giorni e mezzo di istruzione completa sull'applicazione farmaceutica della cannabis così come è regolata dal Ministero olandese della Sanità, Welfare, e lo Sport. Organizzato dal Dr. Arno Hazekamp (Bedrocan), interverranno il Dr. Mark Ware, il Dr. Jon Page, il Dr. Jahan Marcu e altri. Il corso è limitato a 12 partecipanti. Il termine ultimo per iscriversi è il 1° agosto.
Information on Cannabis Masterclass

Scienza/Umana: I rischi del fumo di cannabis per i polmoni sono molto inferiori a quelli del fumo di tabacco
Secondo una revisione del Dr. Donald Tashkin, professore presso l'Università della California di Los Angeles "il peso accumulato dalle prove implica rischi molto più bassi di complicazioni polmonari da uso pesante anche regolare di marijuana rispetto alle gravi conseguenze polmonari del tabacco." Il fumo di cannabis potrebbe essere associato a bronchite cronica, ma gli studi non confermano che sia associato allo sviluppo del cancro del polmone, malattia polmonare ostruttiva cronica (BPCO) o enfisema.
Università della California a Los Angeles, USA.
Tashkin DP. Ann Am Thorac Soc 2013;10(3):239-47.

Italia: Sativex ora disponibile
GW Pharmaceuticals ha annunciato che il loro spray a base di cannabis Sativex è ora disponibile in Italia come medicina di prescrizione per l'uso nel trattamento della spasticità nella sclerosi multipla. Il Sativex è ora disponibile in diversi paesi EURopei tra cui Regno Unito, Spagna e Germania.
Comunicato stampa della GW Pharmaceuticals del 8 luglio 2013

USA: /Messico: L'ex presidente messicano Fox chiede la legalizzazione della cannabis
L'ex presidente messicano Vicente Fox ha iniziato le sue attività per legalizzare la cannabis a San Francisco, unendosi ai sostenitori della cannabis nel sollecitare gli Stati Uniti e il suo paese a depenalizzare la vendita e l'uso ricreativo della cannabis. Fox si è incontrato per tre ore con i sostenitori, tra cui Steve DeAngelo, un amministratore esecutivo del più grande dispensario di cannabis in California con sede a Oakland , e l'ex dirigente Microsoft Jamen Shively, che spera di creare un marchio di cannabis con sede a Seattle, ora che lo stato di Washington ha legalizzato l’uso ricreativo .
Reuters del 9 luglio 2013

Scienza/Umana: Identificate alcune proteine che potrebbero essere responsabili delle allergie alla cannabis
Sono state identificate diverse proteine nella pianta della cannabis che si pensa siano responsabili delle allergie alla cannabis in 23 pazienti. Tra gli allergeni putativi vi sono diversi enzimi della pianta.
Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie, Morgantown, West Virginia, USA.
Nayak AP, et al. Ann Allergy Asthma Immunol 2013;111(1):32-37.

Scienza/Cellule: I cannabinoidi possono essere utili contro il rigetto da trapianto
In esperimenti sulle cellule con cannabinoidi che agiscono sui recettori CB2, sono stati raccolti dati che "sostengono il potenziale di questa classe di composti per terapie utili per prolungare la sopravvivenza del trapianto nei pazienti" inibendo le cellule T.
Centro per la Ricerca sull’Abuso di Sostanze, Temple University School of Medicine, Philadelphia, USA.
Robinson RH, et al. J Neuroimmune Pharmacol. 2013 Jul 4. [in stampa]

Scienza/Umana: Ridotta capacità di sintesi della dopamina nei consumatori di cannabis
Scienziati hanno confrontato la capacità di sintesi della dopamina di 19 consumatori abituali di cannabis con 19 non utilizzatori. I consumatori di cannabis avevano ridotto la capacità di sintesi della dopamina in una regione determinata del cervello (striato). Gli autori hanno concluso che "l'uso di cannabis cronico è associato ad una ridotta capacità di sintesi della dopamina e solleva l'ipotesi che la cannabis aumenti il rischio di disturbi psicotici, inducendo le stesse alterazioni dopaminergiche osservate nella schizofrenia."
Istituto di Scienze Cliniche, Hammersmith Hospital, Imperial College London, Regno Unito.
Bloomfield MA, et al. Biol Psychiatry. 2013 Jun 29. [in stampa]

Scienza/Umana: Gli endocannabinoidi influenzano la coagulazione del sangue
Gli endocannabinoidi 2-AG e virodhamine hanno indotto un’aggregazione piastrinica, mentre l'anandamide è ridultato inattivo. Questo effetto era indipendente dai recettori dei cannabinoidi. Gli autori hanno concluso che "i ligandi farmacologici dei recettori CB1 e CB2 non influenzano nè le piastrine nè la progressione e le complicazioni delle malattie cardiovascolari dipendenti dalle piastrine."
Istituto per la Prevenzione delle Malattie Cardiovascolari, Università Ludwig Maximilians di Monaco di Baviera, Germania.
Brantl SA, et al. Platelets. 2013 Jun 21. [in stampa]

Scienza/Cellule: I cannabinoidi inducono la morte delle cellule tumorali pancreatiche
I cannabinoidi, che si legano ai recettori CB1 e CB2, hanno compromesso la produzione di energia delle cellule tumorali del pancreas e questo ha portato "ad una forte induzione di autofagia (la degradazione delle cellule) e all’inibizione della crescita cellulare".
Dipartimento di Scienze della Vita e della Riproduzione, Università degli Studi di Verona, Italia.
Dando I, et al. Cell Death Dis. 2013 Jun 13. [in stampa]
Testo completo disponibile gratuitamente

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